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Formula 1 – E’ Doppietta Ferrari

Dopo Spa e Monza, la doppietta di Singapore potrebbe aprire una serie di gare (Russia, Giappone, Usa, Messico, Brasile e Abu Dhabi) dove la rossa proverà a soddisfazioni ai tifosi. Mattia Binotto descrive la doppietta senza trionfalismi e con parole equilibrate, descrivendo con parole chiare “Non era tutto da buttare prima, non esaltiamoci adesso”. Il Gp di Ungheria ci aveva lasciato con le Rosse relegate a un minuto da Mercedes e Red Bull, sembrava l’inizio di un calvario dopo le illusioni dei test invernali e le mancate vittorie in Bahrain e Canada, tanto per citare le più clamorose, invece con la calma giusta, il gruppo intero, piloti, tecnici e meccanici, hanno fatto i salti mortali per proporre a Singapore il nuovo pacchetto areodinamico che sarà la base anche delle altre gare del campionato. Sebastian Vettel e Charles Leclerc sono stati gli esecutori perfetti di questa vittoria di gruppo. Dopo la vittoria di Singapore inizia un altro mondiale. Già domenica è tempo di nuove verifiche. Si va in Russia, a Sochi, dove il meteo potrebbe essere un fattore da sfruttare per le rosse. Dal 2014, sulle sponde del Mar Nero, la Mercedes l’ha sempre fatta da padrona, vincendo tutte le edizioni. La Ferrari può, interrompere questa striscia positiva e fare un salto in avanti in classifica. Dopo l’Estremo Oriente, il Mondiale volerà ad Austin, Texas, dove l’anno scorso vinse la rossa di Kimi Raikkonen, legittimo aspettarsi una bella Ferrari. Il Messico, invece, nelle ultime stagioni è stato territorio di caccia di Mercedes e Red Bull. L’aria rarefatta e la conformazione del tracciato lo rendono un circuito adatto a chi sa esprimere la massima potenza e il miglior carico aerodinamico, chissà che non si riveli una delle occasioni da cogliere di cui parlava Binotto. Ultime due gare in Brasile e ad Abu Dhabi. Dal 2014 a San Paolo è sempre stata una festa Mercedes, tranne nel 2017, quando la rossa di Vettel si aggiudicò il GP. La potenza del motore potrebbe dare qualche opportunità al Cavallino. Negli Emirati Arabi, invece, si chiuderà su un tracciato che per asfalto piatto e disegno ricorda un po’ Sochi. Anche in questo caso la trazione in uscita dalle curve lente si rivelerà cruciale. E dopo quello che si è visto a Singapore, è difficile pensare a una Ferrari del tutto tagliata fuori.

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